Elezioni regionali 2010: analisi e confronti col 2005 e 2009

penatiTenuta presente la non sempre omogenea composizione delle aggregazioni politiche che si sono presentate tra il 2005 e il 2010 alle varie consultazioni elettorali, si è reso necessario omogeneizzare i dati attraverso alcune aggregazioni o separazioni dei risultati. Tutti i piccoli partiti dell’estrema destra e sinistra, compreso il movimento di Grillo, sono stati aggregati in due distinte voci. Il raffronto dei dati è soprattutto in termini di valori assoluti; ciò è possibile perché il numero degli elettori tra il 2005 e il 2010 è sostanzialmente rimasto stabile (rispettivamente 14.030 contro 14.130). Sono riportati i voti di lista.

 

Elez./Liste

PD

S.G. °°°

PDL

Lega N.

UDC

IDV

Sinistra

Destra

Votanti

Comunali 2009

2.058

1.599

4.009 *

2.265

(697)

-

463

-

11.445

Provinciali 2009

1.975 °

-

6.614 **

731

389

405

639

11.503

Europee 2009

1.972

-

3.846

3.247

701

560

560

353

11.606

Regionali 2005

1.935 °°

-

3.353 ***

1.853

336

326

826

722

10.744

Regionali 2010

1.511

-

2.988

2.836

389

369

531

232

9.999

° PD+Sinistra Bs (1975+147) °° Ulivo °°° Voti delle 3 liste di Selina Grasso, compreso l’UDC * FI+Forza Palazzolo (la seconda lista civica per Selina Grasso) e Impegno Civica Palazzolo ** PDL+Lega N *** FI+AN+altre 3 liste collegate

Il primo risultato che emerge è il calo dei votanti rispetto al 2005, scesi al 70,7% degli aventi diritto: è il dato più basso che Palazzolo ha registrato nella sua storia repubblicana in elezioni politiche e amministrative. E pur se superiore del 6,5% rispetto alla media nazionale, non può non destare preoccupazioni per la disaffezione verso la politica che implicitamente esprime. Anche perché, se ai non votanti si aggiungono le schede bianche e nulle (279), il numero di coloro che non hanno esercitato positivamente il diritto di voto scende di un altro 2%, approssimandosi a un terzo degli elettori.

Il calo dei votanti penalizza, seppure in maniera diversa, tutte le formazioni politiche. Infatti, il PDL perde il 10,9% rispetto al 2005 e ben il 22,4% rispetto alle europee. Anche la Lega N non ha di che cantare vittoria: se è vero che aumenta del 34,7% rispetto al 2005, diminuisce però del 20,1% rispetto alle europee. Mentre le formazioni estreme perdono tutte e due voti, divenendo sempre meno rilevanti; solo l’IDV aumenta rispetto al 2005 e contiene le perdite rispetto alle europee.

Il PD accusa un calo compreso tra il 22 e il 25% (rispetto alle regionali e alle comunali). Il calo, largamente previsto a causa dei gravi problemi vissuti a livello nazionale nell’ultimo biennio (scandali ripetuti - vedi Campania, Bologna, Lazio, ecc. -, abbandono di personaggi prestigiosi come Rutelli, 3 cambi di segretario con sequela di elezioni primarie), non è stato drammatico come temuto. Il partito ha tenuto anche a Palazzolo, nonostante il contraccolpo subito a seguito dell’abbandono alle comunali della Grasso e di altri amici. Infatti, se si tolgono i voti della lista ispirata all’UDC (697) e quelli di Forza Palazzolo (408), i cui promotori fanno riferimento al centro-destra, i restanti voti di Palazzolo cambia (494) solo in misura ridotta sono stati sottratti al PD.

Dunque, non c’è certamente di che trionfare, ma nemmeno da disperare. Tanto più se guardiamo ai vicini 11 comuni dell’Ovest bresciano. Qui, rispetto al 17,06% conseguito a Palazzolo dal PD, solo Capriolo e Coccaglio hanno un risultato leggermente migliore (+ 2,5% e + 1%), mentre la Lega N supera o raggiunge la soglia del 40% (Rovato, Coccaglio ed Erbusco) e il PDL oscilla tra il 25,25% e il 36,85% (ancora Coccaglio ed Erbusco).

Toccata la soglia minima di consensi, ora che il partito si è ben strutturato, c’è da incamminarsi sulla strada della risalita attraverso un lavoro capillare di ascolto e di dialogo con la cittadinanza, facendo propri i bisogni e le aspettative che essa esprime. Occorre continuare la rigorosa e costruttiva opposizione che i nostri consiglieri svolgono in Consiglio comunale, coinvolgendo i palazzolesi in un fronte comune capace di tutelare i loro interessi come, ad esempio, contro l’annunciata privatizzazione dell’acqua. Abbiamo 3 anni di tempo per un lavoro proficuo e, speriamo, senza altri contraccolpi nazionali.

Marino

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