Lega Nord e Referendum Costituzionale

costituzione italianaPrendiamo atto della completa giravolta della Lega Nord. Dopo anni di insulti alla costituzione, di Parlamenti Padani e di minacce si secessione da Roma Ladrona, scopriamo che in realtà ai politici leghisti, anche Palazzolesi, piace molto lo status quo, e che in fondo non c’è motivo di dire SÌ ad una riforma che toglierebbe qualche posto in Senato e qualche rimborso regionale.

Ma scendiamo nel dettaglio della mozione proposta dal consigliere Raccagni, palesemente “confusa” in molti punti.

La riforma non aumenterà i poteri del Governo, sfidiamo chiunque a trovare un solo articolo a riguardo, anzi, imponendo dei tempi certi alle leggi (finalmente), eviterà l’uso della decretazione d’urgenza, rimettendo il Parlamento al centro del potere legislativo. Le garanzie costituzionali non verranno toccate, anzi, ora il Presidente della Repubblica può essere eletto dalla maggioranza dal terzo scrutinio, questo non sarà più possibile con l’innalzamento del quorum a 3/5 dei votanti.

La riforma permetterà realmente ai cittadini una democrazia partecipativa: ora le leggi di iniziativa popolare proposte con 50.000 firme, sono di fatto carta straccia, con la riforma il Parlamento avrà l’obbligo di discutere e deliberare sui disegni di legge di iniziativa popolare proposti da 150mila elettori. Verranno introdotti i referendum propositivi e d’indirizzo e si abbasserà il quorum per la validità dei referendum abrogativi (se richiesti da 800.000 elettori, non sarà più necessario il voto del 50 per cento degli aventi

Scopriamo che, dopo anni di “decidono sola a Roma”, la Lega si oppone al nuovo Senato che sarebbe finalmente il luogo della rappresentanza delle regioni e dei comuni, dove Sindaci e i Consiglieri regionali potranno decidere direttamente. A proposito, qualcuno spieghi a Raccagni che proprio la Lega ha promosso il Porcellum, dove i partiti decidevano gli eletti, e che i Consiglieri e i Sindaci che faranno per due giorni al mese i Senatori sono eletti dai cittadini.

Ma più di tutti i tecnicismi rimane il messaggio politico. Da trent’anni la Lega urla a Pontida e poi rimane comodamente seduta in Regione o in Parlamento senza arrivare ad alcun risultato. Finalmente qualcuno si è mosso, raggiungendo un obbiettivo. Questa riforma è un buon compromesso e non ha alternative credibili, in molti sono uniti dal NO, ma non hanno un’idea alternativa. Bloccare ora il vento riformatore vuol dire fermarsi, in modo che partiti come la Lega possano continuare a urlare da un lato e stare comodamente sulla poltrona dall’altro

Francesco Marcandelli
Coordinatore Circolo PD Palazzolo

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