Scritto da Commissione Pari Opportunità del PD Venerdì 03 Settembre 2010 15:28
No alla lapidazione di Sakineh per l'uguaglianza e i diritti di tutte le donne, indipendentemente dal ceto, dallo stato, dalla religione.
Una donna di 43 anni, madre di due figli, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, rischia nella Repubblica Islamica dell'Iran l'esecuzione per lapidazione (dopo aver ricevuto come "punizione" pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, a titolo di "esempio", 99 colpi di frusta)".
I suoi crimini agli occhi delle autorità politico-religiose di questo paese? L'adulterio, che non è un crimine né un delitto. Ma, soprattutto, la presunta complicità in un omicidio che è stata costretta a confessare, talmente costretta che ha poi subito ritrattato.
Cosa bisogna pensare di questi metodi diretti a estorcere pretese verità? Facciamo appello dunque alle autorità iraniane perchè mettano fine a questo tipo di procedure, oltre che a queste punizioni inique e barbare. Ci uniamo a tutte le iniziative già intraprese dalle organizzazioni di difesa dei diritti dell'uomo, quali Human Rights Watch e Amnesty International, a favore della signora Sakineh Mohammadi-Ashtiani. "Per il rispetto della dignità e della libertà di tutte le donne iraniane".
Tratto dall'appello Repubblica "No alla lapidazione di Sakineh"





