Acqua pubblica? Principio non negoziabile

rubinetto 022870 imgNon dovrebbe esserci la necessità di farlo, ma oggi ci vediamo costretti a precisare e ribadire che sul principio dell’“acqua pubblica” non siamo disposti a fare marcia indietro. E ciò perché alcuni titoli di giornale, spero solo per leggerezza, hanno nei giorni scorsi dato conto di una tanto presunta quanto inesistente apertura del PD di Palazzolo al PDL sul tema della privatizzazione dell’acqua. Non solo ciò non corrisponde a verità, ma sarebbe persino assurdo, perché verrebbe clamorosamente smentito un lavoro serio, lineare e trasparente, nelle parole e nei fatti, da noi tenuto in oltre cinque mesi di iniziative.

Quali sono state queste iniziative? Già nel mese di dicembre 2009 il nostro gruppo consigliare ha presentato una mozione con la quale si è voluto segnalare l’assurdità della normativa nazionale di recente approvazione (Decreto Ronchi), con riferimento al servizio idrico integrato. Di fatto apriva la strada alla privatizzazione del servizio stesso. Volevamo quindi impegnare il nostro Sindaco affinché sollecitasse il Presidente della Regione Lombardia a sollevare conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale, rispetto alla normativa regionale vigente. Identica o analoga mozione era per la verità depositata in diversi consigli comunali della provincia di Brescia dai gruppi del PD, ma anche da gruppi di centrodestra. La discussione della nostra mozione avveniva il 29 gennaio 2010 ed otteneva i voti favorevoli solo del PD. Risultato mozione bocciata. Non ci siamo fermati qui ed abbiamo subito (4 febbraio 2010) protocollato una proposta di modifica dello Statuto Comunale per far introdurre il riconoscimento dell’acqua come diritto umano universale, la gestione del servizio idrico come necessariamente pubblica e l’assenza di finalità di lucro del servizio stesso. Questo a livello istituzionale. Contestualmente diverse sono state le occasioni create per informare i cittadini sulle problematiche inerenti la gestione del “servizio acqua”. Gazebo, volantinaggi, dibattiti pubblici (ad esempio una serata con il sen. Giuseppe Lumia tenutasi presso la sala civica del Comune di Palazzolo). Da subito questa battaglia è stata condivisa dal Movimento Palazzolo a 5 Stelle, che a sua volta si è fatto promotore di diverse iniziative informative e che con noi sta collaborando in maniera proficua, senza logiche meramente di parte, a nostro parere secondarie su questa tematica. Il 7 aprile u.s., nell’ambito della Commissione Servizi al Territorio, si è giunti alla discussione pubblica della nostra proposta di modifica dello Statuto Comunale. Grazie a vari appelli, nostri e di Palazzolo a 5 Stelle, finalizzati ad una partecipazione ed ad un sostegno di tutti i cittadini, la Commissione vedeva la presenza di oltre cento persone. Fatto da un lato anomalo per una Commissione Territorio e dall’altro assolutamente confortante per il buon esito dell’iniziativa intrapresa. Non ci aspettavamo certo un’adesione entusiasta alla nostra proposta da parte della maggioranza di Lega e PDL, arroccata nella difesa di una posizione spesso ideologica. Forti del sostegno di tanti cittadini e della bontà della nostra proposta, la maggioranza è stata costretta a discutere con noi e valutare se trovare una versione condivisa dell’articolo statutario. Sono stati proposti alcuni aggiustamenti del testo originario, in alcuni casi addirittura migliorativi, in altri solo cavillosi ed in altri ancora che ci hanno lasciato perplessi, perché forse finalizzati a stravolgere il senso della nostra proposta. Ci siamo presi del tempo per valutare se con formulazioni alternative dell’articolo rispetto a quelle emerse in commissione, il risultato può comunque essere ottenuto. E’ troppo importante, nell’ottica di contrasto al Decreto Ronchi, l’introduzione di una sorta di “cavallo di Troia” all’interno dello Statuto Comunale. E’ altrettanto evidente che i principi della gestione pubblica dell’acqua e dell’assenza di finalità di lucro del servizio stesso, lo ribadiamo per l’ennesima volta, non sono per noi in alcun modo negoziabili. In altri termini le parole possono essere cambiate ma il principio non si tocca. Nessuna apertura quindi alla privatizzazione dell’acqua, né tantomeno inciuci di qualsiasi sorta. Riteniamo invece in questa vicenda di aver fatto solamente politica nella sua accezione più nobile. Abbiamo delle idee e stiamo lavorando perché queste trovino una realizzazione concreta. Auspichiamo che tutti quelli che con noi condividono questa battaglia si spendano ancora generosamente e con fermezza, senza badare a logiche che nulla hanno a che fare con la salvaguardia di principi vitali per tutti i cittadini.

 

Gabriele Zanni

Portavoce Circolo PD di Palazzolo S/O

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