Nozze d’oro tra S. Pancrazio e Palazzolo

4099224869Fonte m.bon. Giornale di Brescia - 09 marzo 2012

Cinquant’anni fa l’annessione della frazione, storicamente divisa tra Adro e Erbusco
Per la ricorrenza una mostra ed eventi culturali alla fondazione Cicogna Rampana

PALAZZOLO Il 31 marzo 1962, con il decreto del Capo dello Stato, viene calato il sipario. Sull'annessione di San Pancrazio al Comune di Palazzolo (vicenda che si è trascinata per oltre trent'anni, fra tira e molla, pro e contro, al punto quasi di entrare nel Dna degli abitanti del borgo) viene scritta l'ultima parola. Quella definitiva. Contro cui nessun appello può trovare fondamenta. Dal 1962 San Pancrazio - storicamente divisa fra le municipalità di Adro ed Erbusco (lo spartiacque geografico era la Piazza) - diventa territorio palazzolese. E la «piccola Manchester bresciana» finisce col vantare 2.239 abitanti in più, precedentemente iscritti all'anagrafe di Adro (in 1.648) e di Erbusco (in 591).
Dunque si chiude l'epopea dell'annessione, con i festeggiamenti organizzati in grande stile il 3 giugno '62, quando la banda di Palazzolo precede l'ingresso in piazza Indipendenza delle autorità cittadine, col sindaco Giacomo Scaratti che taglia il nastro tricolore a pochi centimetri da uno dei più convinti sostenitori dell'accorpamento territoriale, ossia il parroco don Domenico Tonoletti.
Da allora sono trascorsi cinquant'anni e la festa per le nozze d'oro è dietro l'angolo. Per l'occasione la fondazione Cicogna Rampana, con la fondamentale collaborazione dell'architetto Osvaldo Vezzoli (ricercatore e storico, già autore di numerose pubblicazioni su San Pancrazio) e di altri palazzolesi sensibili alla storia locale, sta allestendo una mostra documentale e fotografica che sarà ospitata nel salone Bordogna e nella veranda di villa Damioli Cicogna tra la metà di aprile e la metà di maggio. In realtà si tratta di due mostre, che si sviluppano in una cinquantina di pannelli curati da Vezzoli e altri amici di San Pancrazio.
Due esposizioni che ripercorrono, la prima, le vicende dell'annessione (dagli anni Venti sino al 1962), la seconda, la storia del borgo (dalle tracce romane al rione agricolo «Alino», sino alla nascita di San Pancrazio), con una particolare valenza didattica. L'allestimento in Fondazione farà comunque da cornice ad una serie di eventi culturali in fase di programmazione.
Le iniziative della Cicogna Rampana sono finalizzate ad una riscoperta della storia di San Pancrazio, ed in particolare di tutto l'iter che portò all'annessione, quale risultato di una «battaglia» politica, sociale, economica, culturale e mediatica che per trent'anni ha coinvolto quattro comunità: San Pancrazio, Adro, Erbusco e Palazzolo. Tra il fronte del sì e quello del no (i primi «moti» risalgono ai primissimi del Novecento) s'inserisce il ruolo attrattivo e dominante dell'allora città di Palazzolo, capitale dell'industria (con l'etichetta di «piccola Manchester bresciana) che nel 1927 cerca addirittura, nel progetto (suffragato dalle cifre grosse della locale economica) di divenire il più grande polo produttivo fra Brescia e Bergamo, di annettere a sé i territori di Pontoglio, Adro, Erbusco e Capriolo.m. bon.

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